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Primo
Soccorso
Il
massaggio cardiaco
Procedere come segue:
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La persona deve essere sdraiata sul pavimento, con la testa allo
stesso livello del corpo e le gambe leggermente sollevate.
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La testa non deve essere mai appoggiata su un cuscino o su
qualunque cosa la sollevi, infatti tale posizione è
rischiosa sia perchè ostacola l'afflusso di sangue al cervello,
sia perchè la lingua potrebbe girarsi in modo da impedire
la respirazione.
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Applicare il palmo di una mano incrociata con l'altra all'altezza
dello sterno, cioè nel mezzo del torace ed esercitare robuste
pressioni alternate (cinque per ogni insufflazione bocca a
bocca).
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Premere ritmicamente (60 pressioni al minuto circa)
E ' importantissimo che la compressione sia forte e decisa: per
non sbagliare si devono tenere le braccia ben tese, quindi portarle
verso il basso con un movimento "a pistone".
Le pressioni da esercitare sono circa sessanta al minuto, ogni
quindici compressioni, il soccorritore può riposarsi per
qualche istante. Il massaggio va sospeso solo quando il cuore
riprende a battere.
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Se il soccorritore e' da solo e si trova nella necessità
di combinare il massaggio cardiaco con la respirazione artificiale
dovrà alternare due "soffiate" in bocca, compiute consecutivamente
a quindici pressioni consecutive sul torace.
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Se durante il massaggio cardiaco la persona vomita è opportuno
girarla immediatamente su un fianco, asportando con le dita eventuali
residui rimasti in bocca.
Quindi
la si deve far ridistendere al più presto sulla schiena,
inclinando la testa all'indietro. Il massaggio cardiaco e la respirazione
artificiale vanno ricominciati in fretta.
Per ricercare
il punto di compressione il soccorritore:
- fa scorrere
due dita (indice e medio) della mano che si trova dalla parte
dei piedi dell'infortunato, lungo il margine inferiore della gabbia
toracica, risalendo verso il centro del torace, fino al punto
in cui le coste si articolano con lo sterno;
- appoggia
due dita (indice e medio) dell'altra mano al di sopra di questo
punto;
- appoggia
il "calcagno" della prima mano accanto alle due dita,
tenendo le sue dita sollevate
- appoggia
il "calcagno" della seconda mano sopra l'altra, intrecciando
le dita per tenerle sollevate onde non comprimere le coste

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