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Prevenzione
Le Polveri
Molti operai
del settore lapideo corrono il rischio di essere esposti a polvere
di silice durante lo svolgimento della loro attività lavorativa.
La silice è presente in mattoni, nella pietra, nella roccia ed in
altre sostanza abrasive.
La polvere viene rilasciata al momento in cui la pietra viene lavorata,
tagliata a secco, molata, scheggiata e pulita.
L'esposizione alla polvere di silice può causare gravi malattie,
i lavoratori che respirano la polvere di silice corrono il rischio
di contrarre la silicosi (una malattia respiratoria dei polmoni),
la tubercolosi e persino il cancro ai polmoni.
La Silicosi è una malattia dovuta all'inalazione di
polveri contenenti silice libera cristallina. Si presenta come una
malattia dell'interstizio polmonare caratterizzata da lesioni nodulari
e da fibrosi diffusa.
II processo può coinvolgere anche le linfoghiandole dell' ilo polmonare
dando luogo, a volte, a fenomeni di calcificazione.
I sintomi clinici compaiono solitamente dopo molti anni di esposizione
salvo i rarissimi casi di "silicosi acuta" riferibili ad inalazione
di elevate concentrazioni di particelle di silice in un arco di
tempo molto ristretto.
Essi sono costituiti da affanno, dolori toracici, tosse, espettorato
mucoso o mucopurulento.
La malattia assume solitamente decorso progressivo, verso la insufficienza
respiratoria cronica, sia che il soggetto permanga esposto alla
inalazione di polveri silicee, sia che si allontani dal lavoro.
La maggior parte delle rocce contengono silice.
Le particelle atmosferiche di silice libera sono generate da esplosioni
di mine, dalla frantumazione, dalla triturazione, dalla perforazione
e infine dalla molatura delle rocce.
Le polveri generate dallo sfruttamento commerciale del granito,
delle arenarie, della sabbia abrasiva (silice pulverulenta) e della
diatomite trattata con il calore sono particolarmente temibili.
Per valutare il rischio inalatorio per la silice cristallina, si
dovrà procedere ad una campionatura delle polveri disperse nell'ambiente
di lavoro, preferibilmente nella zona di respirazione del lavoratore.
Dovranno essere valutate poi sia la concentrazione totale di polvere
che la frazione respirabile e, in questa, la concentrazione di silice
libera cristallina.
Lo studio igienistico per la valutazione e la quantificazione del
rischio dovrà avvalersi della conoscenza dei tempi di lavoro e delle
misure di protezione utilizzate.
I valori limite di soglia (TLV) fissati dall'American Conference
of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH) (2000) sono i seguenti:
- Quarzo: 0,05 mg/ms della frazione respirabile
- Cristobalite: 0,05 mg/ms della frazione respirabile
- Tridimite: 0,05 mg/ms della frazione respirabile.
Le particelle di polvere da 5 a 15 micron depositate nelle
vie respiratorie vengono eliminate dal movimento mucociliare, ma
le particelle da 0,5 a 5 micron che giungono nelle vie respiratorie
terminali possono rimanerci.
La maggior parte delle particelle di diametro inferiore a 0,5 micron
rimangono sospese nell'aria e vengono espulse tramite l'espirazione.
Cosa Fare:
- Non tagliare
prodotti di muratura o pietra a secco:
accompagnate sempre il taglio con l'uso dell'acqua, ciò rappresenta
il modo migliore per eliminare la polvere.
- Se l'uso
dell'acqua non è possibile, assicuratevi di utilizzare un meccanismo
di aspirazione con un filtro altamente efficiente nella raccolta
di polvere.
- Se neanche
questo è possibile, usate un respiratore che copra il viso intero
come parte di un completo sistema di respirazione.
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