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Antincendio
Uso
degli estintori
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Estintori ad Halon
Tutti i prodotti più comunemente utilizzati (Halon 1301, 1211, 2401
o Fluobrene) sono tossici, per cui la scarica del gas deve essere
fatta in un tempo limitato e la permanenza di personale nell’ambiente
non deve superare il minuto.
La caratteristica fondamentale degli estinguenti alogenati è quella
di spegnere più rapidamente degli altri un incendio; infatti il
meccanismo di estinzione di natura chimica inibisce la combustione
agendo direttamente sui meccanismi che danno luogo alla formazione
della fiamma.
Sono particolarmente efficaci per incendi di:
- idrocarburi
- solventi
- grassi
- oli
- gas metano
- gas propano
- legno
- tessuti
- carta
- apparecchiature elettriche sotto tensione.
Sono
controindicati in casi di incendio di prodotti chimici combustibili
contenenti:
- ossigeno
- sodio
- potassio
- magnesio
- idruri metallici.
La
normativa sulla tutela dell’ambiente ha classificato l’Halon fra
i gas che contribuiscono alla distruzione dell’ozono atmosferico,
per cui gli estintori ad Halon tendono a scomparire. Oggi vengono
usati alcuni prodotti alternativi e sostitutivi dell’Halon, meno
dannosi in quanto non interferiscono con l’ozono atmosferico.
Gli idrocarburi non devono essere usati (come la CO2 ) in ambienti
piccoli dove le concentrazioni possono raggiungere valori pericolosi
per i presenti.
- Estintori
a polvere
L’agente estinguente è costituito da una polvere incombustibile.
Le polveri sono costituite da particelle solide finissime a base
di bicarbonato di sodio, di potassio, fosfati e sali inorganici.
L'azione estinguente delle polveri è prodotta dalla decomposizione
delle stesse per effetto delle alte temperature raggiunte nell'incendio,
che da luogo ad effetti chimici sulla fiamma ed alla produzione
di anidride carbonica e vapore acqueo. I prodotti della combustione
delle polveri pertanto separano il combustibile dal comburente,
raffreddano il combustibile e inibiscono il processo di combustione.
Le polveri sono adatte per fuochi di classe A, B e C.
Sono controindicate nei casi in cui siano coinvolte sostanze
che reagiscono pericolosamente con la polvere come i cianuri alcalini;
sono sconsigliate negli ambienti aperti o quando sono coinvolte
apparecchiature molto delicate, poiché la polvere potrebbe danneggiarle.
Questi estintori vengono anche denominati
a secco, trovano ampia diffusione per la versatilità delle polveri
estinguenti utilizzate.
Le polveri presentano elevate proprietà dielettriche; possono, quindi,
essere usate su apparecchiature e impianti elettrici sotto tensione,
utilizzabili in presenza di tensioni inferiori a 1000 V.
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Estintori a schiuma
La schiuma per uso antincendio è una massa di bollicine di anidride
carbonica formata con vari sistemi da soluzioni acquose che si forma
per mezzo di agenti schiumogeni .
All' interno degli estintori a schiuma sono conservate separate
una soluzione acquosa di una sostanza schiumogena e, generalmente,
bicarbonato sodico.
Al momento dell'impiego, capovolgendo l'estintore, le due soluzioni
vengono a contatto formando la schiuma, ed al tempo stesso una certa
quantità di gas (anidride carbonica), che agisce come agente estinguente.
La quantità di schiuma che si produce è pari a circa 8 volte quella
dell'acqua contenuta nell'estintore.
Poiché
la schiuma è molto leggera, è in grado di galleggiare su tutti i
liquidi infiammabili costituendo uno strato continuo fra il liquido
infiammabile e l'aria sovrastante.
Venendo a mancare l'ossigeno dell'aria, i vapori del liquido infiammabile
non sono più in grado di bruciare e l'incendio si smorza per soffocamento.
Gli estintori a schiuma esplicano la loro azione per soffocamento
e sono adatti su fuochi di classe A e, soprattutto, su fuochi di
classe B, ossia quelli di liquidi infiammabili.
Non vanno utilizzati in presenza di apparecchiature ed impianti
elettrici sotto tensione o di sostanze che reagiscono pericolosamente
con l'acqua.
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Estintori Idrici
L'acqua
è l'estinguente per antonomasia, la
sua azione consente un abbassamento della temperatura del combustibile
per assorbimento del calore; azione di soffocamento per sostituzione
dell'ossigeno con il vapore acqueo; diminuzione delle sostanze infiammabili
solubili in acqua fino a renderle non più tali; impregnazione dei
combustibili solidi.
Gli estintori idrici impiegano come agente estintore l'acqua.
Attualmente sono usati i tipi pressurizzati che contengono solo
acqua che al momento dell'impiego dell'estintore viene espulsa da
un gas sottopressione, contenuto in una apposita bomboletta.
Gli estintori idrici sono impiegati per l'estinzione di incendi
di classe A ( incendi di materiali a base di cellulosa-legno e carta,
con formazione di brace).
Essi possono essere a getto pieno oppure a getto frazionato, questi
ultimi sono da preferire per la maggiore efficacia di estinzione
e per il minore rischio presentato se dovesse venire impiegato erroneamente
in presenza di impianti elettrici sotto tensione.
Non vanno utilizzati in presenza di apparecchiature ed impianti
elettrici sotto tensione o di sostanze che reagiscono pericolosamente
con l'acqua (sodio, carburo di calcio ecc.)
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Estintori ad Anidride Carbonica
L’agente estinguente è costituito dall’anidride carbonica, un gas
inerte, non corrosivo, non tossico ma asfissiante. In
questo tipo di estintori, l'anidride carbonica è conservata allo
stato liquefatto in bombole munite di valvola di sicurezza contro
la sovrapressione, per evitare che scoppino se sottoposte ad un
aumento della temperatura.
Nel momento dell'utilizzo, la leva di comando aziona una valvola
che permette la fuoriuscita dell'anidride carbonica liquefatta attraverso
il cono erogatore.
La fuoriuscita del gas liquefatto provoca un brusco abbassamento
della temperatura provocando, oltre il forte raffreddamento, la
condensazione dell'anidride carbonica. Questo tipo di estintore
estingue l'incendio per soffocamento e raffreddamento.
L'efficacia dell'azione di spegnimento è ridotta all'aperto, soprattutto
in presenza di vento.
Il pregio fondamentale, è quello di non esercitare alcuna azione
corrosiva e di non lasciare alcuna traccia dopo breve tempo.
Non devono essere utilizzati:
- in presenza di cianuri alcalini
- sodio
- potassio
- magnesio
- zinco
- alluminio
Da segnalare che, se si venisse investiti da un getto di anidride
carbonica, si potrebbero riportare lesioni da congelamento.
Dopo l’uso non si deve sostare nei locali, se prima non vengono
aerati.
Sono adatti:
per interventi su fuochi di classe A, B e C, nonché su apparecchiature
ed impianti elettrici sotto tensione.
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